BIGI Sabina

Docente
Ricercatore
telefono: 
(+39)064991 4922
edificio: 
Geologia-Mineralogia
stanza: 
306

Breve Curriculum Vitae
Titoli e studi
Dopo la maturità classica, nel 1988 mi sono laureata in Scienze Geologiche con la tesi dal titolo: "Rilevamento geologico del settore meridionale della strutture del M. Picca e del M. La Queglia (Appennino abruzzese)". Relatore: Prof. A. Praturlon. Ho poi conseguito il titolo di Dottore di Ricerca nel 1993, in "Tettonica e geologia strutturale", V° ciclo, presso l'Università di Camerino, con la discussione finale della tesi di dottorato dal titolo "Caratterizzazione geologico-strutturale della zona esterna dell'Appennino abruzzese tra il Gran Sasso d'Italia e la Maiella". Tutore Prof. F. Calamita. Nel 1994 ho vinto una borsa PostDoc sempre a Camerino, sullo studio delle relazioni strutturali tra la Maiella a la Montagna del Morrone. Durante questo periodo ho collaborato con i Dipartimenti di Scienze della Terra delle Università di Roma e di Chieti, in cui ho svolto attività di ricerca e di didattica.
Nel 1996 sono diventata ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Unversità “La Sapienza”, dove attualmente svolgo le mie ricerche e ho in affidamento due corsi.
Compiti accademici
2004 - 2009 Rappresentante dei ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra presso la Commissione di Coordinamento della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Università degli Studi Di Roma "La Sapienza".
Dal 2005 sono responsabile ERASMUS per il Corso di Scienze Geologiche presso il Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi Di Roma "La Sapienza".
Dal 2006 faccio parte del Consiglio dei Docenti del Dottorato in Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi Di Roma "La Sapienza".

Ricerca

Mi occupo di diverse ricerche nel campo della geologia strutturale e regionale, curando anche aspetti di carattere geologico - stratigrafico e sedimentologico, nell'ambito di progetti riguardanti l’interazione tra la tettonica e la sedimentazione.
Nell'ambito della geologia strutturale mi occupo dei seguenti temi:
- Rilevamento geologico-strutturale in alcune aree dell'Appennino centrale (Gran Sasso d'Italia, Morrone, Maiella, Monti Ausoni e Aurunci, Monti Sibillini meridionali e Valle del Salto, Monti Sabini e Reatini, Bacino periadriatico), finalizzato alla ricostruzione dell’evoluzione tettonico-sedimentaria;
- Rilevamento e studio delle deformazioni alla scala dell'affioramento, con particolare riguardo al riconoscimento e ricostruzione dei meccanismi deformativi nelle zone di taglio fragili-duttili associate a piani di faglia principali in successioni calcaree e calcareo-marnose.
- Studio dell'evoluzione tettonico-sedimentaria dei bacini di avanfossa e di piggy back tra il Messiniano ed il Pleistocene, basato sull’integrazione di metodologie geofisiche (interpretazione di dati sismici e di pozzo), con dati di terreno (rapporti geometrici osservabili in superficie tra le unità carbonatiche e le unità torbiditiche silicoclastiche). Analisi dei rapporti esistenti tra la propagazione del fronte attivo della catena e della migrazione del depocentro dell'avanfossa durante le fasi più recenti di strutturazione della catena appenninica. Le aree in esame vanno dal fronte orientale carbonatico (Sibillini, Gran Sasso, Maiella) e la fascia periadriatica esterna.
- Studio dello stile tettonico e dei modelli deformativi applicabili alle strutture compressive in Appennino, mediante la costruzione di sezioni geologiche bilanciate.
- Studio dell’assetto morfostrutturale della parte esterna della catena appenninica tra il Pliocene superiore e l’Attuale.
- Studio dei sistemi distensivi e trascorrenti della catena in alcune aree dell'Appennino centrale (Gran Sasso, L'Aquila, Tornimparte) e dei rapporti geometrici e cinematici esistenti tra la fagliazione normale e i sovrascorrimenti.
- Studio dei rapporti tra la tettonica distensiva pre-thrusting e l’evoluzione del sistema a sovrascorrimenti neogenico in alcune aree dell’Appennino (Maiella, area del Gran Sasso, area del Lago del Salto) e del controllo che queste strutture esercitano sulla fisiografia dei bacini di avanfossa e sull’entità del raccorciamento in catena.
- Studio del ruolo della pressione dei fluidi nello sviluppo delle zone di taglio e più in generale nello sviluppo di livelli di scollamento in cunei di accrezione fossili, come appunto l’Appennino. A tal scopo ho trascorso un periodo di tempo (Settembre-Dicembre 1999) presso l’Università della California, Santa Cruz, ospite del Prof. J. Casey Moore.
- Studio della fratturazione e suo controllo sulla migrazione dei fluidi. Ho sviluppato tale attività nell’ambito di progetti JRAP finanziati nel Network di eccellenza CO2GEONET. Le attività di ricerca comprendono lo studio geologico – strutturale di analoghi naturali con emissioni di CO2 come la Caldera di Latera e Ciampino (RM) e la modellazione tridimensionale di sistemi di fratture.
- Studio della deformazione delle strutture compressive mediante modellazione analogica. In particolare, grazie alla collaborazione con il laboratorio analogico presso l’Università di Roma Tre, sto eseguendo gruppi di esperimenti sullo studio del ruolo di controllo di stratigrafie complesse sulle geometrie e modalità di accrescimento dei sistemi di sovrascorrimenti.
Nell’ambito della geodinamica, mi sono interessata ai seguenti temi:
- lo studio delle zone di subduzione attive e “fossili”, con particolare riguardo alla loro descrizione geometrica e alla definizione di parametri significativi che ne controllino l’evoluzione e la loro collocazione nel sistema a placche globale;
- lo studio della tettonica distensiva che si sviluppa a tergo delle subduzione in particolari contesti geodinamici (subduzione w-immergente), connessa con meccanismi di roll-back della placca subdotta;
- le relazioni tra tettonica profonda crostale-litosferica e deformazioni superficiali del sistema orogenico Alpi-Appennino.
Nell'ambito delle ricerche a carattere geologico-stratigrafico mi sono dedicata al rilevamento geologico e geologico-strutturale di diverse aree in Appennino centrale e settentrionale e alla ricostruzione e la campionatura di diverse sezioni stratigrafiche sia per lo studio dell'evoluzione meso-cenozoica del margine orientale della Piattaforma carbonatica laziale - abruzzese, che per l'analisi della scansione temporale della migrazione del sistema catena-avanfossa (datazione e analisi di facies di depositi pre-flessurazione e di depositi di chiusura del ciclo di avanfossa: bacini di piggy back).

Didattica
Geologia Strutturale del Fragile al 1° anno per Laurea Magistrale in Geologia di Esplorazione

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