Progetti di ricerca con finanziamenti di Ateneo

 


Informazioni sui progetti di ricerca con finanziamenti di Ateneo
 
 
Progetto: Cristallochimica del V, Cr, Al, Fe e Mn nella tormalina: implicazioni mineralogiche e petrologiche
Responsabile: Prof. Ferdinando Bosi 
Partecipante: Dott. Jacopo Conti 
Progetto Università 2016
Sintesi:
La presente ricerca è volta alla definizione delle reazioni di scambio di ioni inter- e intra-cristallino tra diverse specie di tormalina caratterizzate da V, Cr, Al, Fe e Mn (miscibilità allo stato solido), e all'interno di uno stesso cristallo (cristallo zonato). Tali reazioni sono importanti per capire la storia evolutiva dell'ambiente di formazione della tormalina e per migliorare le regole sulla nomenclatura del supergruppo tormalina.
 

ProgettoStudio quantitativo delle camere magmatiche che alimentano le eruzioni vulcaniche dei Campi Flegrei
Responsabile: Silvio Mollo
PartecipantiGaeta Mario, Palladino Danilo Mauro, Salvatore Valentino
Progetti Medi di Ateneo
Descrizione progetto:
Lo scopo di questo progetto è quello di studiare le caratteristiche petrologiche, geochimiche e mineralogiche di due importanti eruzioni associate alla formazione di caldere (Ignimbrite Campana e Tufo Giallo Napoletano) ai Campi Flegrei, e una serie di untià eruttive pre- e post-calderiche che appartengono allo stesso sistema vulcanico.
 

Progetto: Frane associate alla morfo-dinamica delle coste alte: dall’analisi a ritroso dei processi alla previsione degli episodi di instabilità attraverso monitoraggio e modellazione integrata
Responsabile: Prof. Salvatore Martino
Partecipanti: Prof.ssa Lina Davoli, Prof.ssa Rossana Raffi, Dott.ssa Marta Della Seta, Dott. Carlo Esposito, Dott. Paolo Mazzanti, Ph.D Gianfranco Calise, Ph.D Roberto Iannucci, Dott. Luigi Stedile , Dott. Luigi Marino.
Collaboratori esterni: Ph.D Sebastiano D’Amico (Università di Malta), Ph.D Luca Lenti (IFSTTAR – Parigi), Dott.ssa Antonella Paciello (ENEA – Cr Casaccia)
Sintesi:
Le coste alte sono sistemi caratterizzati da un’intensa dinamica per ciò che attiene i processi di instabilità gravitativa. In particolare, queste instabilità tendono a vulnerare siti di interesse turistico nonché parte del patrimonio storico monumentale distribuito lungo le coste. L’elevato rischio connesso alle instabilità che coinvolgono le coste alte va ricercato nell’alta frequenza con la quale avvengono episodi di crollo o di collasso di parte delle pareti in roccia nonché: i) nell’alta sensibilità delle coste alte alle azioni impulsive connesse a processi naturali quali mareggiate, vento e terremoti; ii) nella difficilmente rilevabile presenza di precursori di imminenti distacchi di blocchi di roccia; iii) nel ridotto tempo di preavviso tra eventi di collasso ed eventuali manifestazioni precursorie. I processi reologici che portano alla rottura di versanti in roccia sono molto complessi e frutto di una combinazione di proprietà meccaniche di matrice lapidea e giunti di ammasso, a loro volta influenzate dal contesto meteo-marino. L’effetto che ne risulta è un continuo processo di deformazione per creep in roccia che agisce dalla scala del singolo giunto (centimetrica) fino a quella dell’intero versante (di decine di metri), passando attraverso la dinamica di singole porzioni di ammasso (a scala metrica). Questi processi di deformazione lenta per creep possono evolvere in una fase parossistica ultimale (creep terziario) che porta al collasso del versante. Il presente progetto esperimenta un approccio modellistico integrato (multi-modelling) che combina : i) la modellazione morfo-evolutiva; ii) la modellazione geologico-tecnica; iii) la modellazione tenso-deformativa condotta per via numerica. Tale approccio rappresenta un efficace strumento multidisciplinare, volto a dedurre dallo studio del processo un modello concettuale quantitativo della sua evoluzione spazio-temporale con l’obiettivo di prevedere sistemi di monitoraggio adeguati a risolvere nello spazio e nel tempo i processi deformativi in atto.
Il progetto si avvale di due siti sperimentali in contesti naturali, rispettivamente finalizzati: i) allo studio dell’evoluzione dei processi tenso-deformativi in un’area di costa alta attraverso modellazione morfo-evolutiva e geologico-tecnica; ii) allo studio delle azioni meteo-marine nel contesto microtidale del bacino Mediterraneo. Il progetto si avvale, inoltre, di un campo sperimentale allestito in corrispondenza di una parete in roccia di una cava dismessa, monitorata attraverso un impianto di sensori multiparametrici e soggetta a sollecitazioni sia naturali (cicli termici, vibrazioni, vento) che artificiali (emissioni vibrazionali generate artificialmente).
 

Progetto: Il contributo degli isotopi di Pb, Cu e Sn nello studio di ceramiche archeologiche: tecnologie di produzione e provenienza delle materie prime
Responsabile scientifico: Silvano Mignardi
Componenti Sapienza del gruppo di ricerca: Caterina De Vito (Ricercatore), Laura Medeghini (Assegnista di Ricerca), Giulia Poretti (Dottoranda) 
Personale di altre Università/Istituzioni: Dott. Fulvio Coletti (Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma), Prof. Mostafa Fayek (Dept. Geological Sciences,University of Manitoba, Winnipeg, Canada), Prof. Pier Paolo Lottici (Dip. Fisica e Scienze della Terra, Università di Parma), Prof. Luca Peyronel (Dip. Studi classici, umanistici e geografici, IULM, Milano)
Progetto di Ateneo 2015
Sintesi:
Il progetto di ricerca ha l'obiettivo di caratterizzare materiali ceramici invetriati di epoca romana (III-VI secolo d.C.) mediante un approccio multi-analitico che comprende micro-Raman, FTIR, XRPD, MO, SEM-EDAX, EMPA e XRF. Utilizzando la SIMS è stata effettuata la caratterizzazione isotopica di Pb, Cu e Sn delle vetrine dei manufatti archeologici. 
I risultati hanno consentito di definire gli aspetti tecnologici di produzione della ceramica e di risalire alla provenienza delle materie prime utilizzate.
 

Progetto: Geomorfometria e analisi dei markers geomorfologici per vincolare l’evoluzione di lungo termine di paesaggi soggetti a intensi processi di erosione
Responsabile: Francesco Troiani
Partecipanti: Francesca Vergari
Fondi: Università di Roma La Sapienza: Progetti d’Ateneo 2016 – Piccoli Progetti
Sintesi:
Il progetto esplora le modalità con cui la morfoevoluzione Quaternaria dei bacini idrografici caratterizzati da intensi processi di denudazione influenza la tipologia e le modalità dell’attuale morfodinamica erosiva sui versanti legata sia alla gravità che alle acque correnti dilavanti e incanalate. Le indagini sono svolte all’interno del bacino del Fiume Orcia, lungo il versante Tirrenico dell’Appennino centro-settentrionale, caratterizzato da una complessa morfoevoluzione Quaternaria legata all’interazione fra attività tettonica e ai cambiamenti climatici e al cui interno sono ubicate numerose aree a calanchi soggette a intensi processi di erosionesui versanti. Obiettivi strategici del progetto sono i) descrivere la geometria dei depositi continentali Quaternari e stimarne l’età (relativa e/o assoluta); ii) individuare e ricostruire la distribuzione plano-altimetrica degli antichi livelli di base dell’erosione; iii) stimare il timing e le modalità che hanno portato allo sviluppo e alla de-attivazione ciclica degli antichi livelli di base dell’erosione. La finalità generale è quella di ricostruire i rapporti fra il timing e le modalità dell’approfondimento vallivo e l’attuale dinamica dei processi erosivi sui versanti. 
 


Progetto: Ricostruzione dei carichi sedimentari e/o tettonici ed esumazione del sistema orogenico Alpino-Himalayano attraverso l’analisi dell’evoluzione termica e termocronologica dei sedimenti
Responsabile scientifico:: Dott. Luca Aldega
Afferenti al progetto: Prof. Eugenio Carminati – Sapienza Università di Roma, Prof. Sveva Corrado – Università Roma Tre, Dott. Maria Laura Balestrieri – Istituto di Geoscienze e Georisorse CNR, Dott. Andreas Scharf - Sultan Qaboos University, Muscat, Oman, Prof. Frank Mattern - Sultan Qaboos University, Muscat, Oman, Dott. Michele Di Filippo – collaboratore esterno, Dott. Luca Smeraglia – Sapienza Università di Roma, Abbas Hassan Sayed Hassan – Sapienza Università di Roma, Cobra Mahdikhani Sarvejahani – Sapienza Università di Roma
Tematica del progetto:
Il progetto di ricerca si propone come obiettivo quello di ricostruire l’evoluzione termica e i movimenti verticali (in termini di seppellimento ed esumazione) delle principali unità stratigrafico-strutturali di settori chiave della catena Appenninico-Maghrebide in Sicilia, degli Zagros e dei Monti dell’Oman per porre nuovi vincoli quantitativi alla definizione di un modello di evoluzione geodinamica dell’orogene Alpino-Himalyano. Verranno eseguite modellazioni termiche e termocinematiche mono- e bi-dimensionali in cui dati stratigrafico-strutturali, paleotermici e termocronologici saranno elaborati congiuntamente. Questo obiettivo verrà realizzato attraverso: (1) la quantificazione dei massimi carichi sedimentari e/o tettonici subìti dalle rocce tramite l’analisi della materia organica dispersa nei sedimenti e la diffrazione a raggi X della frazione argillosa dei sedimenti; (2) la definizione delle velocità di esumazione delle successioni indagate tramite l’analisi di tracce di fissione in apatite e datazioni U-Th/He; (3) la ricostruzione dell’evoluzione sedimentaria e paleotettonica delle unità stratigrafico-strutturali mediante rilevamenti di terreno, analisi strutturali e microtermometria delle inclusioni fluide.
 


Progetto: Carbonate factory changes from green-house to ice-house world, the influence of volcanic activity and paleoceanographic changes: the Mediterranean case history during Eocene-Oligocene transition
Responsabile:Prof. Marco Brandano
Sintesi:
Carbonate factory changes from green-house to ice-house world, the influence of volcanic activity and paleoceanographic changes: the Mediterranean case history during Eocene-Oligocene transition. This project aims to individuate the processes occurring during major climate greenhouse-icehouse transitions starting from their products: changes in the carbonate factories and volcanic deposits
 


Progetto: La risposta della microfauna a stress ambientali indotti da processi geologici attivi: esempi attuali e fossili
Responsabile scientifico:: Dott. Letizia Di Bella
Afferenti: DST UNIROMA1: Johannes Pignatti, Francesco Latino Chiocci, Virgilio Frezza, Michela Ingrassia
CNR-IGAG: Alessandro Bosman, Eleonora Martorelli, Martina Pierdomenico
UNIVERSITÀ di BOLOGNA: Claudia Romagnoli
Sintesi:
La ricerca è finalizzata a individuare le diverse risposte delle microfaune (foraminiferi e ostracodi) attuali in ambienti geologicamente attivi al fine di identificare associazioni-tipo che possano essere poi utilizzate nel riconoscimento di processi geologici (vulcanismo, fuoriuscita di fluidi idrotermali, sistema canyon) nel record fossile. Il progetto è orientato all'acquisizione di nuovi dati propedeutici a una maggiore comprensione dei processi evolutivi e della geodinamica dell'area mediterranea in zone soggette a stress ambientale di origine naturale e antropica associata ad ambienti estremi. Le aree studio che il progetto prenderà in considerazione sono localizzate nel settore occidentale del Mediterraneo e riguardano i sistemi di canyon sottomarini del margine ligure e calabro, l'area vulcanicamente attiva dell'arco eoliano e quella, di recente individuazione, sede di emissioni di fluidi dell'Arcipelago Pontino.
 


ProgettoProcessi di instabilità gravitativa e flussi sedimentari in aree marine: esempi da margini
Responsabile scientifico:: Dott. Daniele Casalbore
Afferenti: DST UNIROMA1: Letizia Di Bella, Francesco Latino Chiocci, Virgilio Frezza, Federica Maisto
CNR-IGAG: Eleonora Martorelli
UNIVERSITÀ di BOLOGNA: Claudia Romagnoli
Sintesi:
Il progetto è finalizzato attraverso un approccio multidisciplinare a studiare i fattori che controllano l'innesco e la messa in posto di processi di instabilità gravitativa e flussi sedimentari in margini continentali tettonicamente attivi (Calabria Tirrenica, Sicilia Nord-Orientale, Stretto di Messina) e fianchi sommersi di vulcani insulari (Arco Eoliano) così come la risposta delle comunità bentoniche (con particolare riferimento alle microfaune presenti sul fondale) a tali dinamiche sedimentarie.