INTRODUZIONE ALLA MOSTRA

Giornali, televisione e radio ci informano spesso di eventi naturali che colpiscono il territorio e l'uomo e producono danni, che possono avere anche conseguenze drammatiche. Descrivendo questi eventi - terremoti, alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche, per citare i più importanti- si parla genericamente di disastri naturali, rischi geologici, caratteristiche dei territori colpiti, errori di pianificazione territoriale ed altro, frequentemente senza dare un quadro chiaro sui reali rapporti tra le cause e gli effetti osservati.

VESUVIO ERUZIONE DEL 1872

Nella Mostra Rischi geologici nel territorio italiano, si cerca di mettere in ordine qualche idea su alcuni "rischi geologici" (quelli noti come rischio sismico, vulcanico ed idrogeologico), cercando di individuare le possibili cause, evidenziando l'interazione tra gli eventi naturali, l'uomo e le infrastrutture realizzate, e considerando la possibilità di prevedere e di prevenire, o comunque mitigare, gli effetti.

Percorrendo la Mostra, dovrebbero risultare più chiari sia la genesi dei fenomeni naturali che sono a monte degli eventi, sia il significato di termini usati spesso in maniera generica -quasi fossero semplici sinonimi- quali, ad esempio, pericolosità e rischio, che in qualche modo descrivono l'uno gli eventi e l'altro le relazioni tra gli eventi ed il territorio con i suoi abitanti. Un evento naturale può infatti divenire catastrofe proprio perchè colpisce l'uomo ed i suoi beni. E l'uomo, per i suoi insediamenti (città, strade, industrie, aree turistiche, ecc.), è portato naturalmente ad occupare regioni "comode" quali pianure, valli e le aree costiere, per il loro facile accesso, o le aree vulcaniche per la fertilità del suolo dal film "THE SISTERS" (1938)

A volte questi apparenti vantaggi divengono fonte di pericolo se gli insediamenti sono stati realizzati in maniera indiscriminata, non rispettano i ritmi e le regole dell'ambiente naturale, o più semplicemente sono nei posti sbagliati. Un processo logico dovrebbe quindi prevedere lo studio dei fenomeni naturali da parte degli esperti, il trasferimento delle conoscenze ai soggetti politici e tecnici, per una corretta pianificazione territoriale, e l'educazione dei cittadini alla conoscenza del territorio in cui vivono

VAL POLA  Luglio 1987 Le esigenze e le regole dell'ambiente naturale devono essere tenute in debito conto nel programmare lo sviluppo urbano, sia intervenendo preventivamente e con decisione per gli insediamenti futuri sia cercando di ristabilire gli equilibri naturali compromessi e adeguando al meglio le strutture esistenti in aree considerate a maggiore rischio. L'educazione della popolazione alla conoscenza ed al rispetto delle regole della natura è un impegno primario per proteggere il patrimonio umano, artistico e sociale del nostro Paese.

Raggiungere un equilibrio tra l'ambiente e le attività umane è certamente una operazione che presenta un costo; occorre comunque farsene carico per " realizzare i sogni del proprio futuro".

Il PERCORSO DELLA MOSTRA

La Mostra è articolata in quattro settori principali.

ENTRA NEL MUSEO

Nel primo settore varie carte mostrano le caratteristiche geologiche e la distribuzione di terremoti, vulcani e frane nel giovane territorio italiano; l'area vesuviana è stata scelta per illustrare l'espansione dell'inurbamento in un'area "a rischio".

I tre settori successivi sono dedicati ai rischi sismico, vulcanico ed idrogeologico (rischio idraulico e fenomeni franosi); in ognuno di essi vengono descritti i fenomeni naturali ed i vari concetti connessi alla definizione del rischio ed alla prevenzione. Oltre ai pannelli, che illustrano i concetti generali e particolari eventi o regioni del territorio italiano, nei vari settori sono presenti postazioni multimediali.

Qui potrete guardare filmati su eruzioni vulcaniche storiche e simulazioni di eruzioni o su frane e modellazione del territorio; scegliere un terremoto avvenuto realmente e seguire il percorso delle onde sismiche all'interno della Terra fino alla loro registrazione sui sismografi sparsi su tutto il pianeta; guardare attraverso le telecamere che riprendono in diretta i crateri dell'Etna, dello Stromboli e di Vulcano; documentarvi su banche dati e collegarvi a siti italiani e stranieri dedicati ai rischi geologici.

Sismoscopi, un sismografo al quale ognuno potrà far registrare un suo terremoto "personale", ed un modello che mostra come la struttura di un edificio possa reagire al passaggio delle onde sismiche completano il settore dedicato ai terremoti. In una sala di proiezione verrano proposti filmati sugli argomenti trattati nella Mostra, durante tutto il tempo di apertura.

LA MOSTRA