Alabastro sardonico
R. Gnoli (Marmora Romana) identifica questo alabastro con
il "marmo" di Ierapoli in Frigia (odierna Pamukkale, Turchia)
sostenendo che la denominazione, derivata dalla tradizione marmoraria
romana, dipenda dalla disposizione delle "macchie" (alla stessa
varieta' di alabastro associa, infatti, anche l'alabastro "fiorito",
"a rosa" e "dorato"). L'alabastro sardonico e' caratterizzato dalla
prevalenza delle "macchie" rispetto alla "massa".
E' utilizzato in epoca romana dalla fine dell'eta'
repubblicana al IV sec. d.C. per manufatti di lusso, lastre e
decorazioni preziose, colonne e panneggi di busti con ritratti.
Esempi di utilizzazione: un vaso nella Galleria dei Candelabri ed il
busto di Faustina Maggiore.
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