Portasanta
La denominazione attuale risale al Rinascimento e deriva
dal fatto che di questo "marmo" sono gli stipiti della Porta Santa di
S. Pietro in Vaticano, della Porta Santa di S. Paolo, S. Maria
Maggiore e S. Giovanni in Laterano; la denominazione antica (Marmor
chium) rimanda, invece, al luogo di estrazione: le cave, situate
nell'isola di Chio, furono individuate nel 1887,
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Si tratta di una roccia brecciata caratterizzata da un
cemento rosso generalmente non molto vivo. Le "macchie", di color
giallo chiaro e arancione, sono spesso sovrapposte e con sfumature da
grigiastre a brune, poco definite nella loro forma (circolare o a
scaglie). Le vene sono biancastre o rosso cupo.
Non si hanno informazioni certe sulla prima introduzione a
Roma. Secondo R. Gnoli fu utilizzato quasi contemporaneamente al
Giallo antico, alll'Africano, al Cipollino e al Pavonazzetto. Insieme
a questi il Portasanta e' uno dei "marmi" colorati piu' diffusi a
Roma, principalmente in eta' traiano-adrianea.
E' impiegato diffusamente in tarsie pavimentali e in
alcune colonne (Villa Adriana - Tivoli). Come esempi di reimpiego a
Roma, si ricordano, oltre agli stipiti gia' menzionati, le vasche
delle fontane laterali di Piazza Navona; una parte della vasca della
fontana di Piazza Colonna; le 4 colonne degli altari di S. Sebastiano
e della Presentazione nella Basilica Vaticana e una coppia di colonne
della navata (estremita' verso l'abside) a S. Agnese fuori le mura.
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